VILLA A SCHIERA 1979

Spazio alla luce!

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Portare considerevoli modifiche ad un edificio progettato da uno dei più noti architetti friulani che hanno operato sul territorio nel XX secolo è una responsabilità non da poco. Ma è anche una bella sfida.

Le trasformazioni interne di questa villa a schiera cambiano interamente gli spazi interni, che nel tempo, dal progetto originario degli anni '80, avevano subito diverse modifiche.

Luce, luce, luce!

Se c’è una parola d’ordine di questo progetto è proprio questa: luce. Sarà per la colorazione delle pavimentazioni, sarà per le carte da parati originarie, sarà per gli alberi ormai addossati alle finestre, ma la casa si presentava piuttosto scura. C’era bisogno di nuova aria fresca e di spazi ampi e aperti.

La zona giorno al piano terra è lo spazio più trasformato: liberato dalle pareti interne, finalmente la cucina e la zona pranzo sono riportate nella loro naturale posizione, affacciate verso il giardino.

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ISOLAMENTO

INVOLUCRO

ARREDI

Sfide strutturali

Con una struttura costituita interamente da pareti in calcestruzzo armato, qualsiasi modifica, taglio, apertura, allargamento di porte e finestre diventa opera strutturale. Vale a dire che ognuna di queste modifiche richiede di conseguenza un intervento di rinforzo delle strutture esistenti.

Un esempio emblematico di queste trasformazioni apportate alla villa è il nuovo quadro di luce aperto sulla nuova cucina. L’apertura di una nuova finestra ha richiesto la lunga e paziente costruzione di una seconda parete di rinforzo addossata a questa, così come l’allargamento delle finestre esistenti ha richiesto l’aggiunta di rinforzi d’acciaio. Ma il lavoro e la spesa sono valsi la pena per una casa a schiera completamente nuova.

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L’importanza degli spazi privati

La casa è uno spazio privato che fa da diaframma tra noi e lo spazio pubblico, è il primo affaccio alla socialità. Ma al suo interno a sua volta si distinguono spazi comuni, della socialità e spazi assolutamente privati.

Una delle esigenze espresse della committenza di questo progetto era anche questa: spazi privati personali e distinti. Il piano primo, zona notte, ne è l’esempio. La distribuzione è stata accuratamente studiata per realizzare bagni privati all’interno di ogni camera, in relazione però a tutte le colonne di scarico esistenti, pur posizionando i servizi anche in punti del tutto nuovi.

E così, come sempre succede, il lavoro dell'architetto è quello di rendere soluzioni tecniche parte integrante di un progetto globale, senza mai tradirlo, per congiungere fattibilità tecnica, funzionalità e bellezza e facendo fede a quella che è la duplice anima dell'architettura: estrosa e tecnica.

Pareti libere da termosifoni e calore uniforme dal pavimento

Come molte altre abitazioni degli anni ’80, anche questa era riscaldata da termosifoni a parete. Spostare il calore a pavimento non solo permette di liberare completamente le pareti, ma anche di avere un sistema radiante che riscalda gli spazi, specie se molto aperti, in modo molto più omogeneo.

Per far questo, i pavimenti esistenti sono stati tagliati solo in alcuni punti, per poter scorrere con gli impianti, tutti realizzati ex-novo, e i pannelli di riscaldamento a pavimento a bassissimo spessore sono stati incollati sulle piastrelle esistenti. Così, al di sopra, ecco il nuovo pavimento.

TUTTE LE FOTO DI VILLA A SCHIERA 1979

LE OPERE REALIZZATE

RIFACIMENTO

BAGNO

FINITURE

SERRAMENTI

COSTRUZIONE

PARETI

IMPIANTO

TERMOIDRAULICO

IMPIANTO

ELETTRICO

OPERE

STRUTTURALI

DEMOLIZIONI

RIFACIMENTO

PAVIMENTI

Opere edili | Polignone Giuseppe Snc di Polignone Carmine e Simone

Impianti | Pezzetta Impianti (termoidraulico); Carnelutti Silvio (elettrico)

Serramenti esterni ed interni | Korner Store Udine

COLLABORAZIONI

Progetto Strutture | ing. Marchioli Andrea

Progetto Impianti | Sitea S.c.a.r.l.

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