VILLA IN PEDEMONTANA 1981

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

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1976: un anno che ha segnato per sempre la storia  del Friuli Venezia Giulia. Il terremoto che l'ha colpito è stato un evento con evidenti ripercussioni sul costruito del nostro territorio. Se da una parte vi è stato un notevole lavoro di ricostruzione dei centri storici, dall'altra le opportunità legislative hanno fatto sì che vi sia stata anche una ricostruzione fatta di "nuove costruzioni", fuori dai centri.

Ed è così che tra i declivi boschivi della pedemontana, vicino al suono di un torrente, si immerge questo edificio bifamiliare post-terremoto, dall'interessante disegno architettonico esterno, costituito da due unità abitative completamente indipendenti, ma affiancate, come fossero due ville a schiera.

Ci vuole coraggio per cambiare il cuore di una casa

Il tema del progetto è la realizzazione di una unica villa unendo le due unità preesistenti e la completa riqualificazione degli spazi interni, ora molto segmentati, nonchè abbandonati e stracolmi di vecchi arredi ed oggetti.

Per far questo diventa necessario aprire un grande varco centrale, nel ventre strutturale dell'edificio, in modo da mettere in comunicazione le due unità.

Un trasformazione così radicale non può che veder stravolgere completamente la distribuzione interna, adattandola alle nuove esigenze ed alla nuova vocazione di villa unica. Così, anche una delle due scale interne viene eliminata per diventare parte integrante dello spazio abitativo.

Rimodulare gli spazi all'interno di uno schema fisso

La conformazione dell'edificio esistente non può che diventare il punto di partenza progettuale. Collocare funzioni ed azioni all'interno di uno schema fisso è una grande sfida. Non volendo modificare le facciate, considerato che tutte le pareti perimetrali e portanti sono in calcestruzzo armato e ciò costerebbe ulteriori interventi di tipo strutturale, gli ingredienti fissi e vincolanti sono le finestrature e pertanto: la luce naturale, gli affacci, il paesaggio.

Si tratta quindi di rimodulare tutto ciò che sta dentro ad un involucro, un perimetro intoccabile. Questo non può che essere estremamente stimolante per un progettista.

Grandi affacci schermati da tettoie verso Sud, che si affacciano sulla vallata, finestre più modeste sul tranquillo lato nord, che si affacciano su spazi più privati e confinati.

Se la zona notte continuerà ad affacciarsi verso Nord, ecco che la nuova zona giorno si affaccia completamente sulla vallata, verso Sud, portando negli spazi domestici il sole, la luce ed il paesaggio circostante attraverso grandi vetrate scorrevoli che comunicano con una importante terrazza.

Una revisione globale

L'edificio, da tempo lasciato a se stesso, necessita di una riqualificazione anche dal punto di vista energetico e paesaggistico.

Pavimenti e sottofondi, completamente smantellati, lasciano spazio ai nuovi impianti. Sopra il radiante a pavimento si stende un tappeto di legno che, con il suo calore materico sotto i piedi scalzi, accompagnerà il percorso in tutta la casa.

I serramenti in legno vengono integralmente sostituiti con nuovi performanti serramenti in legno-alluminio e la facciata viene rivestita da un isolamento a cappotto.

Sul lato nord-est, a protezione delle finestrature esposte ai venti e alle piogge prevalenti e non protette da sporto di gronda per il disegno stesso dell'edificio, vengono smantellate le cappottine attuali incongruenti con il contesto e sostituite da cannocchiali metallici sporgenti dalla facciata.

Lo scheletro e la valida essenza del progetto originario rimangono tali, ma il destino di questo edificio viene completamente riscritto.

TUTTE LE IMMAGINI DI VILLA IN PEDEMONTANA 1981

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Opere edili | Costruzioni Edili Lorenzini Angelo di Lorenzini Marco

in corso d'opera

COLLABORAZIONI

Progetto Strutture | ing. Marchioli Andrea

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